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La nostra storia

Non è possibile stabilire con certezza la data di nascita dell’Automobile Club Chieti.

Dall’Annuario dell’Automobilista del R.A.C.I. (Reale Automobile Club d’Italia) del 1931 risulta però esistente un gruppo di Soci nella Provincia di Chieti (circa ottanta - novanta) fin dal 1927, data di istituzione del Pubblico Registro Automobilistico e dell’affidamento della sua gestione al R.A.C.I. stesso.

In quell’anno la sede del Club era situata in Largo Gian Gabriele Valignani. Presidente era il Commendator marchese Raffaele Martinetti Bianchi mentre titolare del P.R.A. era il barone Ferdinando Sanità di Colledimacine.

Come in molti altri casi, quindi, anche a Chieti era la nobiltà a tenere le redini dei primi AC.

Nel 1931 l’ufficio del PRA fu spostato in Corso Marrucino nel Palazzo Del Monaco, mentre sede dell’Automobile Club Chieti diventò il Palazzo De Felice in Piazza Durini.

Non è stato invece possibile risalire all’anno in cui ci fu il trasferimento presso la sede che diventerà “storica” di Piazza Barbella 18.

Prima della seconda guerra mondiale i servizi che venivano svolti consistevano nella riscossione della tassa di circolazione e di miglioramento stradale, nella distribuzione delle targhe di immatricolazione degli autoveicoli, nell’esazione della tassa per la vidimazione delle patenti di conducente.

In più dall’Automobile Club era gestita un’autorimessa sociale per le poche auto allora circolanti situata in Piazza Garibaldi e spostata successivamente in Piazza Barbella - con annesso distributore di benzina a prezzo ridotto - e si custodivano i posteggi dapprima solo in Piazza Garibaldi e poi anche in Piazza Barbella.

A quel tempo la quota di associazione annua era fissata in lire 150 per i Soci ordinari ed in lire 60 per quelli aggregati.

La sede era dotata anche di una Scuola per conducenti: un corso normale costava 500 lire, uno celere 300 lire.

In tutti quegli anni si ritagliò un grande spazio la figura del Direttore dei servizi di Sede, nonché Conservatore del P.R.A., Giulio Valignani dei Baroni di Turri, personaggio che accompagnerà la storia dell’Automobile Club Chieti per circa un ventennio e soprattutto lo guiderà durante la seconda guerra mondiale.

Proprio la guerra rappresentò la rovina per il sodalizio: sia i locali della sede che quelli dell’autorimessa sociale di Piazza Barbella furono requisiti, occupati e danneggiati dai tedeschi prima, dalla Forze di Liberazione poi e larga parte dei documenti ivi contenuti andarono persi.

Ci volle la caparbietà e la grande pazienza del commissario straordinario, il Duca di Castelluccio Antonio Caracciolo, per riuscire a rientrare in possesso, al termine di una lunga battaglia legale, perlomeno della Sede sociale. 

L’attività dell’Automobile Club Chieti poté riavviarsi solo nella metà dell’anno 1946 quando si divise il capitale dell’AC da quello del PRA e poterono essere indette le elezioni per il nuovo Consiglio Direttivo nell’anno 1947.

In quell’occasione fu designato Presidente, il primo del dopoguerra, il Duca di Castelluccio Antonio Caracciolo e ripresero le attività di custodia dei parcheggi di Piazza Barbella e Piazza Vico.

Ma, improvvisamente, si ritornò ad una gestione commissariale, dapprima affidata al Dott. Gian Renato Mezzanotte poi all’Avv. Giuseppe Castiglione. 

Con essa furono allontanati il direttore ed i vecchi membri del Consiglio, e, nel contempo, si intrapresero varie proficue attività: si sottoscrisse una quota azionaria della nascente società “SARA Credito Automobilistico”; per essere più presenti sul vasto territorio si aprirono le prime Delegazioni, una a Lanciano ed una a Vasto; si ospitarono alcuni passaggi della “Mille Miglia” e le gare del “Volante d’Argento”; si effettuarono, solenni “Benedizioni degli Autoveicoli” sia a Chieti che a Vasto e fu installato, nel posteggio di Piazza Barbella, un distributore per l’erogazione di carburante di proprietà esclusiva dell’Automobile Club (1951).

Nell’assemblea del 20 giugno 1951, alla quale avevano diritto di voto ben 442 soci, fu eletto Presidente, per acclamazione, l’avv. Giuseppe Castiglione.

Grazie a lui l’Automobile Club Chieti poté ritornare alla sua normale attività.

Fu istituita una Commissione sportiva, presieduta dal Dr. Filippo De Cecco, di cui entrò a far parte anche il giovane Comandante Enrico Ricciardi, poi nominato Presidente Onorario del Club fino alla sua morte.

E si decise di organizzare una gara automobilistica di velocità , con validità internazionale, riservata alle vetture sport fino a 750 cmc, denominata “Gran Criterium Vetturette”, da disputarsi sul Circuito della Villa Comunale, che ebbe uno straordinario successo.

Nel 1953 i Soci superarono quota cinquecento, attestandosi per l’esattezza a 503.

Una decina di anni dopo fu raggiunta la cifra di mille e si decise di dotare le delegazioni anche del servizio esattoria, prima a Vasto (1965) poi a Lanciano (1967). 

Nel 1966 i soci erano ormai 1.433.

Si programmò la pubblicazione di una rivista sociale denominata “Notiziario dell’Automobile Club Chieti” e si posero le basi per una campagna di educazione stradale.

Nel 1967 fu aperta una scuola guida dell’Automobile Club nella città di Vasto.

Nel frattempo per assolvere al meglio tutti i compiti e le attività attribuite all’Automobile Club, la sede fu trasferita negli attuali locali di Piazza Garibaldi 3.

Il 4 dicembre 1966 alla presenza del Presidente dell’ACI M.O. Bertett, del Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Remo Gaspari, del sen. De Luca e di molte altre autorità locali, si procedette all’inaugurazione della nuova sede.

Nella stessa, che già aveva ospitato il Consorzio Agrario Provinciale, ancora oggi sono conservati tre dipinti, raffiguranti scene rurali, realizzati direttamente su piastrelle in ceramica incassate nella parete, opera dell’artista Tommaso Cascella e datati anno 1948. 

L’approssimarsi degli anni ’70, contrassegnati da cambiamenti legislativi che sottrassero varie competenze agli AC e da vicende giudiziarie che investirono la Sede Centrale ACI, rappresentò un periodo di seria difficoltà per il Club.

Con grandi sforzi, alcuni licenziamenti e l’eliminazione di tutte le attività non di primaria importanza, si poté tornare ad un attivo in bilancio solo nel 1975.

Nel 1987 fu organizzato, con il patrocinio della Presidenza dell’ACI, un Convegno giuridico in memoria di Guido Gentile, grande giurista, direttore delle rivista “Responsabilità civile e previdenza”, collaboratore dell’ACI per lunghi anni, profondo conoscitore delle tematiche di risarcimento danni dal punto di vista dei parametri di liquidazione. Intervennero insigni personalità, primo fra tutti il prof. Pratis. 

Nel dicembre del 1994 si svolse una grande premiazione di tutti i Soci Pionieri della Guida (60 anni di patente), Anziani (40 anni di patente) e Veterani del Volante (50 anni di patente) e delle Socie Ladies Drivers (50 anni di patente) e Young Ladies Drivers (40 anni di patente).

Uguale manifestazione è stata ripetuta il 18 dicembre 2005, ma ormai …è storia recente.

I Presidenti dell’Automobile Club Chieti dal dopoguerra
 

Duca di Castelluccio Antonio Caracciolo: 1948
Avv. Giuseppe Castiglione: 1951 – 1976
Avv. Carlo De Virgiliis: 1976 – 2000
Avv. Camillo Tatozzi: 2001 –

I Direttori dell’Automobile Club Chieti
 

Barone Ferdinando Sanità di Colledimacine: 1927 – 1928
Giulio Valignani dei baroni di Turri: 1929 – 1948
Mario Rutolo: 1948 – 1952
Ugo Brandolini: 1952 – 1965
Francesco Ricci: 1965 – 1968
Antonio Nicotera: 1968 – 1970
Amedeo Petrilli: 1970 – 1976
Domenico Carbotti: 1976 – 1992  
Francesco Licastro: 1992 – 1998
Paolo Prosdocimi: 1998 – 1999
Enzo Bellonio: 1999 – 2005
Roberto D’Antuono: 2005 –